M5S: Conte e Grillo il ritorno

Giuseppe Conte e Beppe Grillo sembrano essere tornati in modalità tandem: la diretta del fondatore del movimento e la presa di posizione netta e dura dell’ex premier, danno al via ad una nuova stagione politica per il M5S

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Dopo l’addio di Luigi Di Maio, Conte sembra aver voluto dare un segnale forte non solo al movimento, ma anche a tutto il sistema politica: durante i governi sostenuti dal M5S, il progetto costruito da Casaleggio e Beppe Grillo, sembrava aver perso quello smalto e quella coerenza per far posto a qualche compromesso di troppo, compromessi che ne hanno minato inevitabilmente credibilità per gli elettori pronti a fuggire verso altri lidi.

Dopo la scissione voluta da Di Maio, Conte sembra aver ripreso in mano la linea politica quasi dimenticata di 4 anni fa: al suo fianco anche Beppe Grillo che dopo la crisi di governo, scatenata anche dalla presa di una posizione netta del M5S, è sceso in campo con una diretta che lascia poco spazio a dubbi o interpretazioni.

“Il Movimento c’è, non c’è…non lo so se è disintegrato, se è molecolare o quantico. Non lo so. Ma di una sono certo: ho guardato il Parlamento mentre Draghi parlava e non era lui che mi ha sconcertato ma la visione del Parlamento, una visione vecchia di gente che sta lì da 30-40 anni. Anche noi cominciavamo a essere dentro quella visione, anche se noi siamo il gruppo parlamentare più giovane, cominciavamo a non distinguere più. Questo mi ha fatto riflettere, quel Parlamento lì non se lo merita nessuno figuriamoci Draghi. Non lo merita nemmeno l’ultimo degli italiani. Siamo in un momento caotico, strano. Tra 15 giorni potremmo essere morti. Non lo so ma so che i nostri due mandati sono la luce nella tenebra, sono l’interpretazione della politica in un altro modo, sono l’antibiotico di una politica intesa come servizio civile. Sia io che Casaleggio, quando abbiamo fondato il Movimento e fatto queste regole, le abbiamo fatte per metterci in gioco, non per avere dei titoli, degli incarichi, fare 2-3-4 mandati…abbiamo l’esperienza e allora andiamo avanti”

Parole chiare che di fatto scaricano Di Maio, appoggiano Conte e annunciano una campagna elettorale simile forse alle prime messe in campo dal Movimento.
Convincere gli elettori a tornare all’ovile non sarà facile, ma se riusciranno a convincere gli italiani che la voglia di cambiamento è tornata e che non tradiranno i valori con cui quali è stato fondato il Movimento, il 12% attuale potrebbe crescere di molto.

Sopratutto se Alessandro Di Battista deciderà di tornare, ma per ora sembra essere solo un sogno