Smart Working: cambia tutto? Le nuove regole

Lo Smart working è stato introdotto durante il periodo pandemico, ma ora sembra che a molte aziende “convenga”, tanto da volerlo mantenere. Regolamentarlo è però necessario, e le norme sembrano cambiare in continuazione; da fine febbraio entreranno in vigore le novità decise dal Governo.

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Tra meno di tre settimane è prevista la pubblicazione del decreto Milleproroghe  in Gazzetta Ufficiale, che segnerà l’entrata in vigore ufficiale di svariate novità, tra le quali le norme per il cosiddetto smart working, inglesismo che indica il “lavoro intelligente“, ovvero una forma di telelavoro che nell’ordinamento italiano è definito come:

Una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Un’ulteriore modifica delle normative relative al “lavoro agile” è dunque prevista da fine febbraio, dopo che ha avuto luogo l’approvazione del Milleproroghe lo scorso 9 febbraio 2023 in commissione Bilancio e Affari costituzionali del Senato. Prevista la reintroduzione del diritto da richiedere lo smart working, con differenze tra lavoro pubblico e privato.

Smart working: tutto ciò che c’è da sapere

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Da fine febbraio sarà possibile richiedere e ottenere la possibilità di lavorare “in smart” per i genitori con figli che abbiano meno di 14 anni ma nel solo settore privato, diritto che era in realtà scaduto lo scorso dicembre. Tanto per il privato che per il pubblico invece, i lavoratori cosiddetti “fragili” potranno richiedere di lavorare da casa; diritto che invece aveva un’altra scadenza, cioè il 31 marzo 2023.

Ma quali lavoratori sono considerati come “fragili”? Essi rappresentano una categoria di dipendenti pubblici e privati definiti nel decreto della Salute del 4 febbraio 2022 come lavoratori affetti da determinate patologie, nello specifico: “Patologie con scarso compenso clinico e con particolare connotazione di gravità”, come recita il decreto.

Comunque tanto per i primi quanto per i secondi, la nuova scadenza è fissata dal 30 giugno. A meno che, dunque, non vengano apportate altre modifiche, per entrambe le categorie di lavoratori cadrà il diritto allo smart working alla fine di giugno.