Salvini, la proposta: via la patente a vita per chi guida ubriaco

12/12/2022

Matteo Salvini, ministro dei trasporti e delle infrastrutture, ha dichiarato di voler riformare il Codice della Strada, prevedendo sanzioni più gravi per chi guida in stato di ebrezza o sotto l’effetto di droghe. Alla luce anche dei recenti tragici fatti di cronaca, il ministro è pronto ad inserire la revoca a vita della patente. 

matteo salvini

Matteo Salvini sta pensando ad una riforma del Codice della Strada per prevedere sanzioni più gravi nei confronti di chi si mette alla guida in stato d’ebrezza oppure sotto l’effetto di stupefacenti. Anche alla luce dei recenti fatti di cronaca, con tragedie che hanno colpito ragazzi molto giovani, il ministro dei trasporti e delle infrastrutture ha sottolineato che al vaglio c’è la revisione di un codice stradale che è ormai “vecchio di 30 anni”.

Alla presentazione del rapporto Dekra sulla sicurezza stradale, Matteo Salvini ha annunciato sanzioni più severe e ha lanciato una proposta senza appello: togliere la patente a vita per chi guida ubriaco o drogato.

Matteo Salvini vuole riformare il Codice della Strada

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Secondo quanto dichiarato da Salvini, la riforma è necessaria quanto più perché chi guida “ubriaco marcio o drogato è un potenziale assassino”. Ecco perché secondo il ministro dei trasporti non è sufficiente sospendere la patente di guida semplicemente per uno o due anni, ma è necessario un intervento che sia simbolico e che sia soprattutto irrevocabile:

Io penso che se qualcuno si mette alla guida imbottito di cocaina o ubriaco marcio è una bomba e un potenziale assassino, quindi se non si revoca la patente a vita, almeno la sospensione per dieci anni del diritto di guidare credo che sia sacrosanta.

L’idea è quella di mettersi al lavoro già a partire dalla prossima settimana, cercando di valutare quali sono gli aspetti del Codice della Strada che necessitano di una revisione o di un aggiornamento. “Penso che faremo una cosa buona”, ha specificato il ministro Matteo Salvini.

In chiusura, c’è stato anche un riferimento ai monopattini elettrici, considerati sempre più pericolosi soprattutto nelle grandi città: identificare chi li guida e soprattutto prevedere l’obbligo del casco sono solo due dei primi passi per porre rimedio ad una situazione ormai senza controllo.