Le Iene e i politici dietro le sale Bingo in Italia

“Ma non pensi che nella vita qualcuno qualche giorno di questi potrebbe anche farti del male?”. Queste le parole rivolte a Filippo Roma dall’ex assistente di un Parlamentare, a cui la Iena ha chiesto se fosse vero che alcuni politici avrebbero comprato un albergo nel centro di Roma. Tutto è partito da una segnalazione che le Iene hanno ricevuto da parte di una persona che ha raccontato di essere ben informata su presunti rapporti tra gioco d’azzardo e politica.

La fonte delle Iene spiega come è nato il business che avrebbe coinvolto, e probabilmente anche arricchito, anche gli uomini delle istituzioni: “C’è un ragazzo, un ex assistente di un ministro italiano, che, essendo andato in Spagna e avendo visionato questo gioco, ha ritenuto opportuno portarlo in Italia, e grazie alle sue conoscenze, in quanto ex assistente del ministro, e (grazie, nda) all’influenza di questo personaggio, ha contattato alcuni politici italiani. E hanno coinvolto due ministri, i ministri hanno fatto quello che dovevano fare, perché servivano delle leggi ad hoc. Quindi una volta fatte le leggi ad hoc è entrato il Bingo in Italia. Questi politici sono riusciti a creare due cordate, con due ministri che allora avevano due ruoli importanti nell’economia italiana, e in ognuna di queste due cordate hanno inserito uomini politici di centro, di destra, di sinistra, ognuno si è inserito nella cordata che meglio lo rappresentava”.

Nell’affare avrebbe avuto un ruolo di primo piano anche la criminalità organizzata.

Chi sono i politici coinvolti nell’acquisto dell’albergo? “Al momento il nome di questi politici… diciamo che sono gli stessi che hanno creato le cordate del Bingo, però non vorrei andare oltre, perché magari potrei rischiare qualcosa di pesante”.