Lavoratori stagionali e dipendenti pubblici: cambia il contratto?

23/04/2023

Arriva una netta bocciatura da parte dell’Unione Europea nei confronti dell’Italia per quello che riguarda i contratti di lavoro stagionali, ma non solo. Le indicazioni che arrivano dall’Europa sono chiare: il governo italiano dovrebbe rimettere mano alle regole sui rapporti di lavoro, per cui vediamo insieme che cosa potrebbe cambiare a breve. 

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Novità in arrivo in Italia per quello che riguarda alcune tipologie contrattuali? Stando a quanto affermato dall’Unione Europea, l’Italia non ha rispettato le indicazioni e le normative sui contratti di lavoro stagionali, in particolare per quanto concerne la capacità di assicurare condizioni di vita dignitose, tutela contro lo sfruttamento e la parità dei diritti rispetto agli altri lavoratori.

Come sottolineato dalla Commissione europea, l’Italia non ha recepito a pieno la direttiva dell’Unione Europea e ora si dovrà preparare – in un arco di tempo di due mesi – per esprimere il proprio punto di vista e spiegare quello che è accaduto. Viste le indicazioni arrivate dall’UE, però, sembra possibile un cambiamento per i contratti di lavoro stagionali, con novità che potrebbero andare incontro ai lavoratori e cercare di ridurre il gap rispetto a quanto previsto a livello europeo.

Questa, però, non è l’unica osservazione che è stata fatta dall’UE sul sistema di contratti di lavoro in Italia.

Contratti di lavoro: a rischio anche la PA

L’abuso dei contratti a tempo determinato e condizioni che sembrano essere discriminatorie sono due degli elementi che l’Unione Europea ha riscontrato quando si parla del settore pubblico. Anche i contratti con i dipendenti della Pa, quindi, sono finiti nel mirino della Commissione dell’UE, che ha evidenziato come l’Italia non abbia pensato a sistemi di sanzioni per i contratti a tempo determinato, troppo spesso utilizzati nel settore pubblico.

In attesa di capire quale sarà la risposta ufficiale che arriverà da Roma, si apre la possibilità di rivedere in parte le condizioni di lavoro delle categorie precedentemente citate: la direttiva UE riuscirà a produrre un cambiamento?