Frode fiscale record di Bartolini: sequestro da 100 milioni

Dopo i casi dei colossi della logistica francese Gls e Dhl, ora anche la Brt (cioè la ex Bartolini) è al centro del mirino. La procura di Milano ha aperto un’inchiesta che riguarda appunto la Brt ma anche Geodi, azienda leader nel settore dei trasporti e della logistica e un’azienda intermediaria,

brt

Su ordine del pm Paolo Storari, la Guardia di Finanza ha sequestrato Brt e Geodis ben 102 milioni di euro. Nello specifico, sono stati sequestrati 44 milioni a Brt e 37 a Geodis; poi, altri 21 milioni a un’altra azienda intermediaria. Un momento molto delicato per le grandi aziende leader nel settore della logistica e dei trasporti, ora sotto inchiesta.

L’inchiesta è stata aperta per frode fiscale e riguarda i “serbatoi di manodopera”, cioè tutti quei lavoratori della logistica messi a disposizione da società intermediarie per le Brt e Geodis.

Brt e Geodis: inchiesta per frode fiscale, cosa succede?

geodis

Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano ha appena sequestrato più di 100 milioni di euro a due grandi aziende leader nel settore della logistica e dei trasporti nel senno di un’inchiesta del pm Paolo Storari.

I colossi della logistica Brt (ex Bartolini), storica azienda italiana attiva da anni nel settore e l’azienda internazionale Geodis la sono ora sotto inchiesta, proprio poco dopo lo scandalo dei francesi Gls e Dhl. Tra l’altro sia Brt che Geodis sono amministrati da due diversi gruppi francesi.

L’indagine che sta andando avanti riguarda, come già precisato, i cosiddetti “serbatoi di manodopera”. Nello specifico, le verifiche hanno dato modo di vedere quanto la frode fiscale sia ben più complessa.

Le due multinazionali avrebbero infatti utilizzato fatture per operazioni in realtà giuridicamente non reali. Non solo, avrebbero anche stipulato alcuni contratti di appalto per la somministrazione di manodopera in maniera non chiara e violando la legge. Sono stati riscontrati casi in cui i due colossi della logistica avrebbero utilizzati società terze per i rapporti lavorativi, società che a loro volta avrebbero attinto ad altre cooperative ancora. E questa sarebbe una delle vie intraprese da entrambe le aziende per evitare di versare l’Iva e anche i contributi.

Per ora sono già state sequestrate ingenti somme, e il Nucleo di polizia economico finanziaria di Milano sta proseguendo le indagini per maggiore chiarezza e capire quali altre azioni “oscure” siano state messe in atto.