Manovra: ipotesi tassa su consegne a domicilio

C’è attesa per la presentazione della prossima Manovra, la prima del governo Meloni. Oltre ad alcune misure che sono state largamente annunciate, come la quota 103 per le pensioni, l’azzeramento dell’Iva su beni di prima di necessità come pane e pasta, l’aliquota unica per autonomi e partite Iva, ci potrebbe essere una nuova tassa sulle consegne a domicilio. 

giorgia-meloni-fdi-ansa

Nella prossima Manovra, che sarà prestata a breve dal governo Meloni, sono attese alcune importanti misure a partire dal settore pensioni, con la probabile decisione che spinge ad orientarsi su “quota 103” (ovvero 62 anni d’età e 41 di contributi) o come l’aliquota unica per possessori di Partita Iva e autonomi, oppure l’azzeramento dell’Iva sui beni di prima necessità come pasta, pane e latte.

Oltre a questi punti (e a molti altri), il vertice di maggioranza avrebbe discusso anche di un’altra misura che potrebbe essere introdotta proprio con la Manovra. Stiamo parlando di una tassa che potrebbe ricadere sulle consegne a domicilio: come funzionerebbe e come mai il governo ha preso questa decisione? Vediamo insieme cosa è emerso dalle indiscrezioni.

Consegne a domicilio: tassa in arrivo?

Secondo quanto riportato dalle prime ipotesi sulla Manovra che sta per essere presentata per l’approvazione, nell’ultimo vertice si sarebbe discusso concretamente della possibilità di inserire una nuova tassa per le consegne a domicilio. Al momento, la tassa non dovrebbe riguardare tutte quelle consegne che vengono effettuate per i beni alimentari, ma solo per altre tipologie.

L’obiettivo del governo è quello di favorire l’attività dei “negozi di prossimità“, che vengono troppo spesso penalizzati e schiacciati dal commercio online. Ecco perché l’introduzione di una tassa sulle consegne a domicilio, che indica anche la strada che il governo vuole intraprendere in questo senso, magari arrivando anche a porre dei limiti agli acquisti online.

Per il momento si tratta di un’indiscrezione non confermata dalle fonti ufficiali, ma che andrebbe a tutelare la vendita diretta e “in presenza”, cercando di porre degli ostacoli al commercio online: si sta per aprire una nuova polemica?