Riscatto laurea, importi in aumento: quando conviene?

18/04/2023

Per anticipare l’età pensionabile, i laureati possono scegliere di riscattare la laurea, pagando un importo fisso per ogni anno in cui sono stati iscritti all’università. Quando conviene effettuare questo passaggio e, soprattutto, quali sono le cifre che vanno considerate? Nel 2023, in particolare, sono previsti ulteriori aumenti. 

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In vista della pensione, c’è un metodo per riuscire ad anticipare l’età in cui si potrà effettivamente smettere di lavorare per coloro che hanno effettuato un percorso di studi e si sono laureati. Ovviamente stiamo parlando del riscatto della laurea, che consente di versare un importo per ciascun anno di iscrizione all’università fino alla laurea, facendo valere quelle annualità ai fini del calcolo della pensione.

Tra il 2019 e il 2022, come riportano le stime, l’importo per il riscatto della laurea è rimasto pressoché lo stesso. Per il 2023, invece, si preannuncia un aumento a cui bisogna fare attenzione: chi vuole riscattare la laurea, infatti, dovrà valutare la convenienza di questo passo.

Riscatto laurea: quanto costa?

Secondo una stima effettuata da Smileconomy, prendendo in considerazione tre diverse fasce d’età di potenziali lavoratori – rispettivamente di 30, 45 e 60 anni – con uno stipendio medio che si aggira sui 1.800 euro. Al momento la quota da versare per ogni anno di università è di 5.776 euro (un aumento del 7,8% se si considera quanto era l’importo previsto nel 2022).

Al tempo stesso è necessario valutare quanto questa spesa incida poi effettivamente sull’anticipo dell’età della pensione. Per quanto riguarda i dipendenti che sono nella fascia di età 30-45 anni, il riscatto della laurea consente un anticipo di un anno e tre mesi, nel caso degli uomini, e di due anni e 5 mesi per le donne. Bisogna però fare attenzione al versamento dei contributi: nel caso in cui il lavoratore abbia iniziato a versare i contributi a partire dai 30 anni, non c’è alcun anticipo previsto rispetto all’età della pensione.

Per quanto riguarda i 60enni, invece, c’è un guadagno abbastanza corposo dal riscatto della laurea in una duplice prospettiva: per coloro che hanno versato i contributi dai 25 anni c’è un anticipo di 4 anni e 5 mesi sull’età della pensione, per chi invece ha iniziato dai 30 anni c’è un vantaggio in termini economici, con la contribuzione che sale di 173 euro.