Influenza australiana in Italia: dati, sintomi e contagio

06/12/2022

Dopo due anni di restrizioni e alta attenzione a causa della pandemia, torna l’ondata di influenza invernale che sta colpendo la popolazione italiana. I dati parlano chiaro: dal 2009-2010 non si raggiungevano questi livelli di incidenza. Stando a quanto rivelano gli esperti, si tratterebbe dell’influenza australiana, che ha colpito in particolar modo i bambini, privi di anticorpi per i virus influenzali.

pexels-andrea-piacquadio-3807629

Febbre anche molto alta, forte mal di gola, raffreddore, dolore alle ossa e inappetenza: questi i sintomi riconducibili all’influenza australiana che in questi giorni sta dilagando in Italia. “Questo virus ci terrà compagnia ancora per alcune settimane”, ha dichiarato il virologo Fabrizio Pregliasco, intervistato da SkyTg24.

L’alto tasso di incidenza – che non raggiungeva questi livelli dal 2009/2010 – sarebbe in parte legato ai due anni trascorsi in “isolamento” a causa della pandemia. Con le misure di protezione individuale come la mascherina e lunghi periodi di lockdown, la possibilità di contrarre i virus influenzali si è ridotta drasticamente e questo ha portato ad una riduzione degli anticorpi sviluppati. Come spiegato da Pregliasco, infatti, “non ci sono state infezioni che hanno rafforzato le difese immunitarie“.

Influenza in Italia: dati preoccupanti

pexels-rfstudio-3825529

Stando al report InfluNet pubblicato dal Sole24Ore sono 762mila i casi di influenza che si sono registrati in Italia solo prendendo in considerazione l’ultima settimana analizzata, ovvero quella che va dal 21 al 27 novembre (+36% rispetto alla precedente). Come detto in precedenza, il tasso di incidenza è il più alto riscontrato dal 2009/2010.

In questa fase tra i più colpiti risultano i bambini, con la fascia di età tra 0 e 5 anni che presenta più di 25 casi ogni mille assistiti, con un’impennata di 40 su mille, come spiegato dall’epidemiologo Giovanni Rezza. “I più piccoli non hanno mai incontrato questi virus, perché hanno trascorso questi ultimi due anni a casa o con le scuole chiuse”, ha sottolineato. Nella seconda fase del contagio, è molto probabile che il virus si diffonderà anche ai familiari, portando ad una circolazione ancora più alta.

Per quanto riguarda i dati regione per regione, sono tre al momento quelle che hanno raggiunto per incidenza una soglia di entità molto elevata: Umbria, Lombardia e Emilia Romagna sono le zone dove l’influenza australiana sta correndo più velocemente.

Ma come difendersi dal contagio? Molto importante rimane la campagna vaccinale antiinfluenzale, consigliata soprattutto per la fascia di popolazione più anziana e per le donne in gravidanza.