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Tevere, Palazzo Chigi lancia l'allarme «Fa paura, dalla foce a Ponte Milvio»

Pubblicato da Redazione


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«Bisogna sbrigarsi. Il Tevere non aspetta, la tragedia di Livorno ci serva da lezione per il futuro: ci sono 300 mila romani a rischio alluvione. Ormai con i cambiamenti climatici in corso non si può più perdere tempo, nè sperare nello Stellone degli italiani». Arriva da Palazzo Chigi l'allarme per la tenuta del fiume in vista delle prossime piogge, che secondo i metereologi non saranno poche, nè leggere. Tenuta che più volte, anche di recente, è stata messa a dura prova - e in certe circostanze anche violata - da nubifragi e poi da piene che hanno provocato gravi danni e perfino vittime (le ultime due all'Infernetto e a Monterotondo Scalo).

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Secondo Erasmo D'Angelis, neo segretario generale dell'Autorità di distretto idrografico dell'Italia centrale, che accorpa anche il Tevere, «dal monitoraggio dei 405 chilometri di fiume sono emerse criticità fra Foligno e Orvieto, ma a preoccupare maggiormente è proprio l'area metropolitana di Roma, fino a Fiumicino. Il dato delle 300 mila persone che potrebbero trovarsi in pericolo in caso di alluvione è inquietante». Della situazione se n'è parlato ieri proprio a Palazzo Chigi nel corso di una riunione dell'Authority alla quale hanno partecipato anche Regione, Comune, Protezione civile e i tecnici del Distretto che lavorano su Italiasicura, il piano nazionale per le opere e gli interventi per la riduzione del rischio idrogeologico.

«Dall'analisi del Tevere è stato calcolato che servirebbe un investimento di 400-500 milioni di euro per mettere in sicurezza il fiume, soprattutto nella Capitale», spiega ancora D'Angelis, che aggiunge: «Il problema non sono le risorse, che fortunatamente ci sono con il Piano di Italiasicura, ma le progettazioni degli interventi da effettuare entro breve tempo che sono tuttora allo stadio iniziale. Quindi bisogna correre ai ripari per evitare situazioni peggiori, più gravi». Fonte: Corriere.it





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